- Il riso ideale è il Carnaroli, per la sua capacità di tenere la cottura e rilasciare amido in modo graduale.
- Aggiungere il brodo sempre caldo e in piccole quantità, per favorire la cremosità del risotto.
- Per un gusto più deciso, sfumare la luganega con un bicchiere di vino bianco secco prima di unire il riso.
- Servire immediatamente dopo la mantecatura: il risotto deve risultare “all’onda”, cremoso e non asciutto.
Che cos’è la luganega e come usarla
La luganega è una salsiccia tipica lombarda, lunga e sottile, composta da carne di maiale aromatizzata con vino, pepe e talvolta formaggio grattugiato. Nel risotto alla monzese, viene rosolata e lasciata insaporire il riso con i suoi succhi, creando un equilibrio perfetto tra dolcezza e intensità.
È una protagonista della cucina tradizionale lombarda, spesso utilizzata anche in abbinamento con polenta o legumi, e rappresenta uno degli ingredienti più caratteristici della zona di Monza e Brianza.
Differenze tra risotto alla monzese e alla milanese
Il risotto alla milanese è la versione più elegante e burrosa, caratterizzata esclusivamente dall’uso dello zafferano e dalla mantecatura con burro e formaggio.
Il risotto alla monzese, invece, aggiunge la luganega, che ne modifica completamente il profilo aromatico, rendendolo più rustico e saporito. Entrambi condividono la stessa base tecnica, ma rappresentano due anime della tradizione lombarda: Milano più raffinata, Monza più genuina e sostanziosa.
Queste due ricette, insieme a piatti come la cassoeula o l’ossobuco, costituiscono il cuore dei piatti tipici lombardi, dove la combinazione di carni, vino e ingredienti semplici dà vita a preparazioni di grande carattere.
Variazioni gourmet da provare
Il risotto alla monzese può essere reinterpretato in chiave moderna con piccoli accorgimenti.
- Aggiungere un crumble di luganega croccante al momento del servizio per un contrasto di consistenze.
- Profumare con un pizzico di rosmarino o una riduzione di vino rosso.
- Mantecare con burro acido o un formaggio a pasta molle, come taleggio o crescenza, per un risultato più avvolgente.
Ogni versione conserva la personalità del piatto originale, esaltando il legame profondo tra risotto e territorio lombardo, emblema di equilibrio tra comfort food e raffinatezza gastronomica.