Il Crotto Valtellina di Malnate porta già nel nome le origini della famiglia Valbuzzi. Oggi la cucina di Roberto Valbuzzi lavora su due territori e due registri differenti. Da una parte rimane la Valtellina, quella delle ricette familiari e di una storia iniziata nel 1973, quando i genitori dello chef rilevarono il locale, dall'altra c'è il Varesotto, diventato negli anni il luogo della ricerca quotidiana, tra piccoli produttori, orti ed erbe spontanee. Una doppia direzione che trova spazio in due carte distinte, dalle quali si può ordinare liberamente.
La Carta Storica conserva il repertorio valtellinese nella sua forma più riconoscibile. I pizzoccheri vengono impastati e tagliati a mano ogni giorno seguendo la ricetta di famiglia, gli sciàtt, maüsch e le carni cotte sulla piöda mantengono vivo il legame con una cucina fondata su grano saraceno, burro e formaggi. Non è però questa la parte sulla quale Valbuzzi misura maggiormente la sua cucina attuale.
“Alla scoperta del territorio” guarda infatti soprattutto ai dintorni del ristorante e costruisce i piatti a partire dalla disponibilità stagionale con una rete di aziende agricole e artigiani concentrata tra Varese, Como e le campagne vicine.
Il ristorante occupa un luogo dalla storia altrettanto particolare. Qui sorgeva una cava di pietra Molera e già all'inizio del Novecento esisteva il Grotto Valcabrina, diventato negli anni trattoria, alloggio, stallazzo e persino balera. Roberto Valbuzzi ed Eleonora Laurito ne hanno avviato una nuova fase con la ristrutturazione iniziata nel 2019, mantenendo il rapporto con il crotto e con la parete dell'antica cava che caratterizza ancora gli spazi.