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Impronte

Impronte
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Via C. Baioni, 38
24123 Bergamo BG
Italia

Giorno Time slot
Lunedì 20:00-22:30
Martedì Chiuso
Mercoledì 20:00-22:30
Giovedì 20:00-22:30
Venerdì 20:00-22:30
Sabato 20:00-22:30
Domenica 12:30-14:30, 20:00-22:30
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Perchè andarci

Tra le luci soffuse di un ambiente che esalta linee pulite e materiali naturali, Impronte invita l’ospite in uno spazio pensato per il dialogo tra contemporaneità e rispetto della tradizione. La sala, essenziale ma mai fredda, accoglie con tavoli ben distanziati, superfici in legno chiaro e tocchi di design che rimandano a una sobria eleganza. L’atmosfera è discreta, quasi raccolta, studiata per rimanere in secondo piano di fronte al vero protagonista: il percorso gastronomico.

Cristian Fagone plasma la sua cucina con una cura estrema per la selezione degli ingredienti, seguendo una filosofia che predilige autenticità e purezza, senza dispersioni inutili. Nel piatto, ogni elemento si presenta con nitidezza, la disposizione è calibrata, funzionale a esaltare colori e texture senza mai cedere all’ornamento superfluo. Vi si ritrova una tensione costante tra rigore tecnico e ricerca, dove la stagionalità non è semplice vincolo bensì chiave di lettura e fonte continua di ispirazione.

Durante la degustazione, emergono profumi distinti: erbe fresche, agrumi appena colti, la mineralità netta di alcune proposte di mare. Il palato viene condotto attraverso armonie che sembrano familiari ma rivelano, a ogni boccone, un’idea personale di equilibrio. Le preparazioni sono misurate: note acide, sapidità delicate, dolcezze mai invadenti si inseguono lasciando spazio a una persistenza che richiama la memoria degli ingredienti scelti.

La coerenza del menu non indulge nella spettacolarizzazione: ogni piatto concorre a raccontare un frammento della visione dello chef, interessato più a valorizzare l’essenza di una materia prima che a stupire con abbinamenti arditi. L’impressione generale è quella di un percorso pensato, che rifugge la costruzione artificiosa e si radica nella concretezza del “fare cucina”.

Impronte si inserisce così tra le realtà che interpretano la gastronomia italiana contemporanea con personalità riconoscibile. L’esperienza, accompagnata da un ambiente che predilige silenzi e dettagli ben studiati, si fa apprezzare per la capacità di rimanere impressa senza mai cedere a eccessi o concessioni superflue. Ogni elemento, dal profilo gustativo all’impostazione visiva, contribuisce a rimarcare una identità precisa, segno evidente di una cucina che mira a sedimentarsi nella memoria di chi la vive.

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Impronte

Si trova a Bergamo, all’interno di un ex deposito di autobus, il ristorante Impronte. Guidato dallo chef Cristian Fagone assieme alla compagna di vita Francesca Mauri, è uno spazio su cui risplende una stella Michelin, dall’ambientazione moderna, “vagamente post industriale”, come scrive la mitica guida rossa. 

Immersi in un ambiente dove il bello incontra il buono, dove l’arte e la gastronomia di prendono a braccetto, dove l’architettura industriale assume nuove forme, si assaporano i piatti dell’abile chef di casa. Di origini siciliane, lascia emergere in maniera creativa ed elegante le sue radici, ma la cucina qui offre anche tanto altro, per un’esperienza gastronomica che merita la tappa. 

Del resto, prima di aprire il ristorante con la sua giovane sposa, Fagone si è formato collezionando esperienze nelle brigate di nomi importanti: è passato da Giancarlo Morelli al Pomiroeu, da Philippe Leveillè al Miramonti l’Altro, per poi partecipare a un Master di Alajmo e restare un anno nella cucina del ristorante tristellato Le Calandre a Rubano. 

“La cucina è la mia terapia: attraverso di essa esploro il mio io profondo e definisco chi sono. È l'espressione vivace e appassionata delle mie emozioni, che si trasforma in creatività. È un mezzo per esprimere la mia emotività e creare connessioni con gli altri”, scrive lo chef sul menu. Ai fornelli? Lascia emergere le sue origini siciliane, ma offre anche tanto altro. 

Ci si può affidare al percorso degustazione, L’Esegesi di me, che include sei o otto portate per l’intero tavolo, oppure per il menu alla carta. Si spazia dalla Triglia del Tirreno il suo guazzetto ristretto, insalatina di arance e finocchi al Quinto quarto di vitello cuore di lattuga, salmoriglio ghiacciato e cipolla rossa di Tropea, dagli Spaghetti Profumo di Sicilia, con limone, ricci di mare, bottarga di ricciola, finocchietto e origano ai Tortelli di coniglio alla cacciatora burro nocciola, pepe e limone

Ancora, si può optare per il Cuore di baccalà le sue trippette, peperoncino, capperi, olive e patate, mentre chi ama la carne ovina non può perdere È un grande agnello!.. non fartelo raccontare. Si chiude in dolcezza, con dolci aromatici come il Ricordo d’infanzia (limone macerato nello zucchero, gel, confit e gelato, tegole di meringa all’italiana) o la Pannacotta al finocchietto, con grattachecca al cioccolato fondente e tarallo sbriciolato.

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