A Seiano di Vico Equense, il ristorante gastronomico del Grand Hotel Angiolieri affida a Fabrizio De Simone una cucina che parte dalla tradizione campana e la porta verso una lettura più personale. Intorno, tre altri indirizzi gastronomici, terrazze sul Golfo, piscina, rooftop e un percorso wellness riservato.
Il Grand Hotel Angiolieri occupa una posizione appartata, sospeso sopra il Golfo di Napoli. La storia dell’edificio attraversa epoche diverse: in origine villa romana destinata all’otium, poi convento delle Clarisse e, dalla fine del Settecento, proprietà della famiglia Cosenza, che lo trasformò nell’Hotel Seiano. Nell’Ottocento diventò una delle tappe del Grand Tour, mentre negli anni Cinquanta fece da set ad alcune scene di Pane, Amore e... con Vittorio De Sica e Sophia Loren. La ristrutturazione dei primi anni Duemila ha accompagnato il passaggio all’attuale dimensione di cinque stelle.
Il punto gastronomico più ambizioso della struttura è L’Accanto, dove la sala interna e la terrazza affacciata sul mare fanno da cornice alla cucina dell’executive chef. Il menu 2026 è articolato in tre percorsi: Signature, dedicato al legame con il territorio; Anima, che lavora maggiormente su mare, tecnica e combinazioni meno immediate; e Botanica, percorso vegetale che mette al centro ortaggi, erbe e ingredienti apparentemente semplici. Da Anima e Botanica è possibile estrarre anche alcuni piatti alla carta.
Nel percorso Signature compaiono preparazioni come Pomo d’Oro oppure la mazzancolla con limone, formaggio fresco e senape, seguite dallo gnocchetto alla Genovese o da Passo lento, costruito su sconcigli e fagioli. La parte centrale si chiude con piatti dai titoli più evocativi, come Mamma che lingua e Pezzella di mare.
Anima spinge invece maggiormente sul lato marino: finocchio, finocchietto e limone di mare; canocchia con riccio di mare, kiwi e peperone; un’evoluzione dello spaghetto alle cozze; pescato con pelle croccante, caviale e burro di cocco. Il finale passa poi per il piatto chiamato Che pollo!, prima del dessert scelto dalla carta.
Il percorso Botanica cambia completamente registro. Ci sono l’assoluto di carota, le tagliatelle con aglio, mandorle, juice di pomodoro e amarene, il riso con nocciole, cardoncelli ed erba cipollina e il peperoncino di fiume con ricotta di bufala e brodo vegetale alle erbe. È disponibile anche un abbinamento analcolico, oltre a quello tradizionale con i vini.
La carta dei dessert continua sulla stessa linea, alternando riferimenti locali e costruzioni più contemporanee: Come una caprese, olio d’oliva con nocciola e limone, pesca con fiori di ibisco e fava tonka, oppure Ma che Saint Honoré!.