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Annona: il frutto esotico dal sapore cremoso e profumato

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Da
Fine Dining Lovers
Redazione

Frutto tropicale dalla polpa morbida e profumata, l’annona conquista al primo assaggio

Considerata a lungo un frutto esotico di nicchia, oggi l’annona è sempre più presente anche in Italia, soprattutto al Sud: non è raro sentir parlare di annona come frutto siciliano o coltivata lungo alcune zone della costa calabrese. 

La sua polpa bianca, cremosa e intensamente aromatica ricorda un mix tra banana, ananas, vaniglia e fragola, con un profilo sensoriale unico. Inserita accanto ad altri frutti da mangiare nella stagione invernale, l’annona aggiunge un tocco insolito a macedonie, dessert al cucchiaio e piatti che attingono alle tradizioni gastronomiche del Mediterraneo.

Cos’è l’annona e da dove proviene

Con il nome annona si indica un gruppo di frutti appartenenti al genere Annona, originario delle aree tropicali e subtropicali dell’America centrale e meridionale. La specie più nota in cucina è l’Annona cherimola, spesso chiamata semplicemente “cherimoya”, caratterizzata da frutti di forma tondeggiante o leggermente a cuore, con buccia verde segnata da rilievi a squame più o meno evidenti.

L’annona è un frutto climaterico, che continua a maturare dopo la raccolta. All’esterno si presenta con una buccia verde, opaca, che può tendere leggermente al giallo a maturazione avanzata. All’interno nasconde una polpa bianca, burrosa, ricca di succo, punteggiata da semi scuri di forma allungata, non commestibili.

Dalle zone di origine, l’annona si è diffusa in altre aree del mondo con clima mite, inclusi alcuni tratti delle coste mediterranee. In Italia, oltre che come frutto tropicale importato, è legata soprattutto ad alcune realtà agricole della Calabria e della Sicilia, dove viene proposta come prodotto di nicchia all’interno di un paniere più ampio che comprende agrumi, fichi, melagrane e altri frutti invernali.

Come riconoscere e scegliere l’annona matura

Per apprezzare davvero il frutto dell’annona è importante saper riconoscere il grado di maturazione. Un’annona troppo acerba risulterà soda e poco aromatica; al contrario, un frutto eccessivamente maturo tenderà a sfaldarsi e a sviluppare note fermentate.

Quando si sceglie un’annona al mercato o dal fruttivendolo, si possono considerare alcuni indizi.

  • Colore della buccia: all’inizio è verde brillante; avvicinandosi alla maturazione diventa leggermente più chiara e opaca.
  • Consistenza al tatto: premendo delicatamente con le dita, la buccia deve cedere un poco, come accade per un avocado maturo, senza risultare né troppo dura né eccessivamente molle.
  • Aspetto generale: la buccia può mostrare leggere screpolature superficiali, ma non deve presentare zone marce, ammaccature profonde o macchie scure estese.

Se si acquista un frutto di annona ancora acerbo, è possibile lasciarlo maturare a temperatura ambiente per qualche giorno, controllando quotidianamente la consistenza. Una volta raggiunto il punto giusto, conviene consumarlo in tempi brevi, per cogliere la massima intensità aromatica.

Come si mangia il frutto dell’annona

Una delle domande più frequenti è proprio: come si mangia il frutto dell’annona? La parte edibile è la polpa interna, mentre buccia e semi non vanno consumati.

Il procedimento è semplice:

  • lavare brevemente il frutto e asciugarlo;
  • tagliare l’annona a metà nel senso della lunghezza;
  • con un cucchiaino, prelevare la polpa, eliminando man mano i semi scuri.

La texture è morbida, quasi burrosa, con una dolcezza naturale che non richiede grandi aggiunte. Si può consumare così com’è, al cucchiaio, magari con qualche goccia di lime o limone per esaltare i profumi e bilanciare la dolcezza.

Per un dessert immediato, il frutto annona può essere servito:

  • in purezza, come fine pasto esotico;
  • in una coppetta, insieme ad altri frutti di stagione;
  • come componente aromatica in una macedonia invernale, accanto ad agrumi, mele e altri frutti tropicali.

È importante ricordare che i semi, pur facili da separare, non vanno masticati né ingeriti. La polpa, invece, è la protagonista assoluta: morbida, profumata, ideale anche per chi apprezza consistenze cremose ma cerca alternative allo yogurt o ad altri latticini nei dessert.

Idee per usare l’annona in cucina

Oltre al consumo al naturale, l’annona offre diverse possibilità gastronomiche, soprattutto in preparazioni che ne valorizzano la delicatezza senza sottoporla a cotture troppo aggressive, che finirebbero per alterarne i profumi.

Alcune idee per portarla in cucina.

Creme e dessert al cucchiaio

La polpa di annona, frullata e passata al setaccio per eliminare eventuali fibre residue, può diventare la base di mousse leggere, bavarese, creme da servire in bicchiere con crumble croccante o biscotti sbriciolati. In abbinamento a panna, yogurt colato, ricotta o mascarpone, regala dessert dalla personalità marcata ma elegante.

Gelati e sorbetti

Grazie alla sua texture cremosa, l’annona è perfetta per gelati e sorbetti casalinghi: basta unire la polpa frullata a uno sciroppo leggero e, se si desidera, a una componente lattica (latte, panna, yogurt). Il risultato è un gelato morbido, naturalmente profumato, ideale da inserire accanto ad altri gusti ispirati ai frutti tropicali o ai frutti invernali.

Smoothie e frullati

La polpa di annona si presta molto bene a smoothie e frullati insieme a banana, latte vegetale o yogurt, magari con un tocco di zenzero fresco. In questo modo si ottiene una bevanda densa, nutriente, ideale per la colazione o per una merenda diversa dal solito.

Abbinamenti con la cucina regionale

Nelle zone in cui l’annona è coltivata, come la Calabria, può diventare un elemento interessante da proporre accanto ai piatti tipici da mangiare in Calabria: ad esempio come dessert fresco dopo un menu tradizionale, oppure come componente di una piccola pasticceria al piatto che unisca sapori locali (mandorle, fichi secchi, agrumi) a questa nota tropicale. È un modo per raccontare in chiave contemporanea il dialogo tra frutti esotici e territorio.

Chi desidera ampliare il repertorio dei frutti da mangiare nella stagione invernale può inserire l’annona accanto a melagrana, agrumi, kiwi e frutti a guscio, costruendo un percorso di degustazione che alterni consistenze croccanti e cremose, profumi freschi e note più calde e avvolgenti.

Conservazione e stagionalità

La stagionalità dell’annona varia in base all’area di coltivazione, ma nei climi mediterranei la raccolta si concentra in genere tra la fine dell’estate e l’inverno, con un picco di disponibilità nei mesi più freddi. È proprio in questo periodo che il frutto trova spazio accanto alle produzioni tipiche della stagione, contribuendo a rendere più variegata la scelta dei dessert e delle proposte di frutta a fine pasto.

Per quanto riguarda la conservazione, l’annona è un frutto piuttosto delicato.

  • A temperatura ambiente: i frutti acerbi vanno lasciati a temperatura ambiente fino a quando la buccia cede leggermente al tatto. È bene non collocarli vicino a fonti di calore e non sovrapporli, per evitare ammaccature.
  • In frigorifero: una volta raggiunta la maturazione ideale, l’annona può essere riposta in frigorifero e consumata nell’arco di 1–2 giorni. Più a lungo si aspetta, maggiore sarà il rischio di trovare la polpa eccessivamente morbida.
  • Polpa già pulita: la polpa, privata di semi e buccia, può essere conservata per poche ore ben coperta in frigorifero, possibilmente con un leggero contatto con succo di limone per preservarne colore e freschezza.

Inserita consapevolmente nel repertorio dei frutti invernali, l’annona diventa una presenza raffinata e sorprendente: da gustare al naturale, da usare come base per dessert cremosi o da proporre come elemento distintivo in un percorso di cucina che intrecci sapori tropicali e tradizioni regionali italiane.

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