Originario dell’America centrale, il chayote è conosciuto anche come zucchina pelosa per via della buccia rugosa e leggermente ispida. La sua polpa chiara e croccante ricorda, per consistenza e delicatezza, alcune tipologie di zucchine a cui si è più abituati: dalla zucchina verde scura alla zucchina chiara, fino alle varietà tonde da ripieno. Questo ortaggio si presta sia alla cottura sia all’uso a crudo, come contorno leggero o ingrediente versatile per insalate, padellate di verdure e piatti fusion. Di seguito, una guida per capire cos’è il chayote, come pulirlo e come cucinare il chayote al meglio, con qualche idea di abbinamento.
Cos’è il chayote e come si presenta
Il chayote (Sechium edule) appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, la stessa di zucchine, cetrioli, zucche e meloni. A colpo d’occhio si riconosce per la sua forma a pera un po’ schiacciata, con solchi evidenti e una buccia verde che può variare dal chiaro allo scuro. In alcune varietà la superficie risulta quasi liscia; in altre, più “rustiche”, compaiono piccole escrescenze e peluria, da cui il nome comune di zucchina pelosa.
All’interno, la polpa è bianca o verde molto chiaro, compatta e leggermente acquosa. Al centro è presente un unico seme appiattito, morbido, anch’esso commestibile. Il sapore è delicato, con note che ricordano un incrocio tra zucchina, cetriolo e patata molto dolce, senza spigolosità amare.
Nella cucina quotidiana, il chayote può essere considerato una “cugina esotica” delle zucchine: la sua neutralità lo rende perfetto per accogliere spezie, erbe aromatiche, salse e condimenti più decisi.
Come pulire e preparare il chayote
La preparazione del chayote richiede pochi gesti, ma qualche accortezza. La buccia, soprattutto nelle varietà più rugose, contiene una linfa leggermente vischiosa che può risultare sgradevole sulle mani.
Per una preparazione ordinata è utile:
- lavare bene il frutto sotto acqua corrente, sfregando la buccia con una spazzolina;
- eventualmente indossare guanti, soprattutto quando si hanno più frutti da pulire;
- tagliare il chayote a metà nel senso della lunghezza e rimuovere il seme centrale, che si può comunque utilizzare in cottura.
A questo punto si può scegliere se:
- pelare il chayote con un pelapatate o un coltellino, eliminando la buccia più coriacea, indicata soprattutto se si prevede una cottura breve o un uso a crudo;
- lasciare la buccia solo nelle preparazioni a lunga cottura, dove tende ad ammorbidirsi maggiormente.
Una volta pelato, il chayote si taglia a fette, listarelle o cubetti, in modo analogo alle zucchine. Per evitare che annerisca o si secchi, è preferibile procedere subito con la cottura o, se si usa a crudo, condirlo entro breve tempo.
Modi per cucinare il chayote
Il chayote è estremamente duttile e si presta a diversi metodi di cottura, oltre che all’uso in versione chayote crudo.
In padella
Cucinare il chayote in padella è uno dei modi più immediati per portarlo in tavola, seguendo in parte la logica delle classiche zucchine come contorno.
Una volta pulito e tagliato a cubetti o listarelle:
- scaldare poco olio extravergine in padella con aglio in camicia o cipollotto tritato;
- aggiungere il chayote, salare leggermente e far saltare a fuoco medio, coprendo per una prima parte di cottura;
- terminare a padella scoperta, in modo da far evaporare l’acqua in eccesso e ottenere una consistenza morbida ma non sfatta.
L’aggiunta di erbe fresche (prezzemolo, basilico, coriandolo), spezie delicate o un tocco di peperoncino permette di modulare il profilo aromatico. In questa veste, il chayote può accompagnare piatti di pesce, carni bianche o piatti unici a base di cereali, un po’ come accade per le zucchine trifolate.
Al vapore o bollito
La cottura al vapore o bollito valorizza la naturale delicatezza della zucchina pelosa.
Per una cottura al vapore:
- disporre le fette o i cubetti nel cestello, cuocendo fino a quando la polpa risulta tenera ma non sfatta.
Per la bollitura:
- immergere i pezzi in acqua leggermente salata e cuocere pochi minuti, monitorando la consistenza.
In entrambi i casi, il chayote può essere poi:
- condito semplicemente con olio, sale, pepe e succo di limone;
- utilizzato come base per puree, sformati, ripieni di verdure o torte salate, in abbinamento ad altre tipologie di zucchine, patate o carote.
La cottura dolce consente di mantenere una texture vellutata, ideale per preparazioni in cui l’ortaggio deve fondersi con altri ingredienti.
In insalata o crudo
Uno degli aspetti più interessanti del chayote è che si presta bene anche come chayote crudo, a patto di lavorarlo in fette molto sottili o in julienne.
Per un utilizzo a crudo:
- pelare il frutto, eliminare il seme centrale;
- affettare finemente con un coltello ben affilato o una mandolina;
- condire con sale, un elemento acido (limone, lime o aceto di vino bianco) e olio extravergine, lasciando riposare qualche minuto perché la polpa si ammorbidisca.
Il chayote crudo, così preparato, può entrare in insalate miste con altre verdure croccanti (finocchi, carote, cetrioli) o sovrapporsi alle insalate di zucchine crude che compaiono spesso nei menu estivi, offrendo una variante tropicale interessante. L’abbinamento con erbe fresche e semi tostati (sesamo, girasole, zucca) contribuisce a creare un contorno leggero ma raffinato.
Idee di abbinamento e ricette
Dal punto di vista degli abbinamenti, il chayote si comporta come una base neutra di grande eleganza, da arricchire con ingredienti più caratterizzati.
- In una padellata mista di verdure, insieme a diverse tipologie di zucchine (zucchine chiare, scure o gialle), peperoni e melanzane, per un contorno che unisce Mediterraneo e suggestioni tropicali.
- Come contorno di pesce, saltato in padella con poco olio, aglio e prezzemolo, oppure condito a crudo in insalata con agrumi e finocchi.
- In creme e vellutate, unito a patate e zucchine tradizionali, per una consistenza morbida e un gusto molto delicato da rifinire con olio crudo e semi tostati.
- Nelle insalate tiepide di cereali (farro, orzo, quinoa), a cubetti saltati rapidamente, in abbinamento a legumi come ceci o fagioli neri, erbe aromatiche e una vinaigrette agrumata.
- In ricette di ispirazione asiatica, con salsa di soia, zenzero e cipollotto, eventualmente abbinato a tofu, gamberi o pollo saltato al wok.
Chi ama le zucchine come contorno – grigliate, trifolate, al forno – può usare il chayote come variante stagionale o come elemento aggiuntivo nelle stesse preparazioni, sfruttandone la capacità di assorbire e restituire i profumi del condimento.
Considerato nel suo insieme, questo ortaggio tropicale unisce la familiarità delle zucchine a una personalità nuova e discreta. Inserirlo nel repertorio quotidiano, sia in versione cotta sia come chayote crudo in insalata, permette di ampliare il vocabolario delle verdure senza stravolgere equilibri e abitudini in cucina.