Metti un caffè storico nel cuore di Firenze e un’atmosfera piacevolmente rétro. Ecco le Giubbe Rosse, indirizzo longevo nel capoluogo toscano, attivo dal 1897, quando aprì per la prima volta le sue porte col nome di Birreria Fratelli Reininghaus. Da sempre luogo d'incontro di artisti e intellettuali, già sul finire del secolo inizia a essere considerato un punto di riferimento nel centro cittadino, dal mood raffinato e cosmopolita.
Nei primi anni del Novecento, diventa il ritrovo del movimento futurista fiorentino: personaggi come Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni e Ardengo Soffici si danno appuntamento qui. Le sue sale diventano il teatro delle nuove idee e della rivoluzione culturale italiana. Poi, nel periodo di guerra, la chiusura forzata. La riapertura nel 1947: il Caffè Letterario diventa il ritrovo dei poeti ermetici e dei filosofi del Novecento.
Un rilancio culturale arriva negli anni Ottanta e Novanta, quando alle Giubbe Rosse prende vita il movimento letterario Ottovolante e si torna a scrivere tra i tavoli del locale. Nel 2024 la svolta: dopo una chiusura di cinque anni e un attento restauro curato dalla Soprintendenza, lo storico caffè riapre, conservando il fascino del passato in una visione contemporanea.
Segni particolari? Una miscela di caffè esclusiva e una nuova carta drink, le Polibibite, che lega ogni cocktail a un momento della storia culturale fiorentina, oltre a una rassegna densa di eventi culturali. Il progetto, guidato da FaroAlto Spa, si inserisce nella visione di un caffè storico che non si limita a conservare la propria eredità ma la reinterpreta, costruendo un'offerta riconoscibile e contemporanea senza perdere il legame con le radici.
Oggi è il posto giusto per iniziare la giornata con una ricca colazione dolce o salata, ma anche per un pranzo o un aperitivo, immersi in un’atmosfera d’antan, tra banconi in legno, vetrate, boiserie e applique alle pareti con paralumi rossi, in stile anni Trenta. Nella carta di Polibibite (così si indicavano i cocktail negli anni ‘30) ogni signature porta con sé un anno: una data che ha segnato la vita delle Giubbe Rosse o della cultura fiorentina. Il drink diventa racconto, e il racconto diventa esperienza, un modo di bere che è anche un modo di ricordare.
Caffé e viennoiserie rappresentano un must del risveglio mattutino: qui il servizio dell’espresso segue un piccolo rituale, ossia arriva su un vassoietto, accompagnato da un biscotto di produzione del laboratorio, da un cioccolatino La Molina che cambia con la stagione e da un bicchiere d'acqua, da bere prima per pulire il palato e gustarlo al meglio. A mezzogiorno sono protagonisti i piatti dello chef Marco Alimena: formatosi nelle cucine bolognesi, ha costruito il proprio percorso prevalentemente fuori dall'Italia, tra Bilbao e Barcellona per poi tornare in Italia. Alle Giubbe Rosse firma piatti che mettono in relazione materie prime locali e tecniche apprese all'estero, con una carta pensata per dialogare con la tradizione fiorentina del locale.
Da non perdere i Briccichi: piccoli assaggi di ispirazione fiorentina pensati per accompagnare i drink lungo tutta la giornata, dalla pausa del mattino all'aperitivo della sera, da condividere a tavola durante la conversazione, nello spirito del caffè letterario. Un drink per l’aperitivo? Segnaliamo anche un’intera linea di mocktail costruita con la stessa logica e lo stesso linguaggio: il Negroni per gli assi del volante, lo Spritz del moderato, il Mojito 0.