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Brace - camino ristorante Andreina

Fuoco cucina con me: le 5 regole per la brace perfetta secondo chef Recanati  

Lo chef Errico Recanati, alla guida del ristorante Andreina a Loreto, una stella Michelin, è il re della brace e della cottura al fuoco vivo. Ci svela le regole della brace perfetta a casa.

Come dico sempre, il fuoco è vita e libertà. Ovviamente, la vita per quello che si conosce e la libertà per quello che uno può immaginare che il fuoco possa dare. Una regola importante, anzi un principio fondamentale, da scrivere a caratteri maiuscoli, è che IL FUOCO È UNA COSA SERIA, quindi è fondamentale fare attenzione e avere rispetto. Qui di seguito trovate le mie cinque regole per realizzare la brace perfetta a casa. 

Le 5 regole della brace perfetta: 

1. Il fuoco non è solo cottura: è un ingrediente

La prima regola della brace perfetta è capire che il fuoco non serve soltanto a cuocere. Fuoco, brace e carbone diventano parte integrante della preparazione: danno sapore, identità e profondità ai piatti. Per questo la scelta del carbone o del legno è fondamentale. Va fatta con attenzione e consapevolezza, evitando il disboscamento irresponsabile e privilegiando carboni di qualità, ottenuti in modo sostenibile. Oggi esistono molte alternative valide al legno tradizionale, ognuna capace di regalare profumi e intensità differenti.

2. L’attrezzatura giusta fa la differenza

Per lavorare bene sulla brace servono strumenti adeguati. Griglie di diverse altezze e strutture permettono di gestire correttamente il calore in base agli ingredienti. Le pinze devono essere lunghe, resistenti e precise, così da garantire controllo e sicurezza durante la cottura. E naturalmente non può mancare un buon coltello dalla lama liscia, il classico trinciante da carne: semplice, essenziale e indispensabile.

3. La materia prima deve raccontare il territorio

La brace valorizza la verità degli ingredienti, quindi la materia prima deve essere di grande qualità e il più possibile legata al territorio. È una cucina che parla di tradizione, memoria e ricordi. Basta il profumo di un pomodoro arrostito o di una costoletta di maiale sulla griglia per tornare immediatamente all’infanzia. La brace ha questo potere: trasformare il cibo in emozione.

4. Ogni ingrediente ha il suo fuoco

Non esiste una brace universale: carne, pesce e vegetali richiedono attenzioni diverse.

Per la carne è fondamentale scegliere tagli di altissima qualità e ben frollati, almeno 30 giorni. Anche i tagli cosiddetti “poveri”, come diaframma o animelle, spesso raccontano meglio la qualità dell’animale e dell’allevamento. Qui serve un fuoco alto e una distanza ravvicinata dalla griglia.

Per il pesce è importante lasciarlo asciugare leggermente in frigorifero per almeno mezza giornata. Prima della cottura, la pelle va spennellata con un grasso (strutto, olio extravergine o burro) e il pesce può essere profumato internamente con erbe aromatiche e odori. La brace ideale è forte ma dolce, leggermente più bassa rispetto alla griglia.

I vegetali, invece, beneficiano di una leggera marinatura iniziale per perdere parte dell’acqua di vegetazione: sale, aceto o intingoli a piacere sono perfetti. Poi si ungono, si salano e si cuociono su una fiamma viva ma regolare, nella parte media della griglia, per ottenere uniformità, croccantezza e freschezza.

5. Il fuoco è vita, ma va rispettato

Come dico sempre: il fuoco è vita, per ciò che conosciamo, ed è libertà, per tutto ciò che possiamo immaginare che il fuoco possa dare. Ma proprio per questo il fuoco è una cosa seria. Va rispettato, capito e gestito con attenzione. La brace perfetta non è solo tecnica: è equilibrio tra istinto, memoria, esperienza e rispetto.

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