A Poirino, nel Pianalto piemontese, Ostu nasce dall’evoluzione di una storia familiare iniziata nel 1999 e oggi porta avanti un’idea precisa: usare la pizza per raccontare il territorio, le stagioni e chi vi lavora.
A guidare il forno è Fabio Furini, classe 1994, che costruisce pizze leggere e stagionali a partire da materie prime come asparagi di Poirino, Fassona piemontese, latticini di piccoli caseifici e verdure del territorio.
Anche la passata di pomodoro è fatta in casa, a chilometro zero per davvero (ogni ingrediente qui, a dire il vero, viene scelto non solo per la sua qualità, ma anche per la storia che porta con sé: il chilometro zero diventa allora una scelta culturale prima ancora che geografica, fondata sul rapporto diretto con chi produce e sulla volontà di seguire il naturale ritmo delle stagioni). Tornando alla passata di pomodoro, questa è prodotta con pomodori coltivati nel Pianalto e trasformati localmente, così da rendere l'esperienza gastronomica particolarmente preziosa.
La ricerca di Furini non si ferma alla pizza tonda. Impasti e lievitazioni diventano il punto di partenza per sperimentare consistenze, forme e modi diversi di portare il pane e la pizza a tavola. Nel laboratorio nascono così il pane a lievito madre e il pan brioche, ma anche focacce gastronomiche, spicchi di pasta e preparazioni che prendono spunto dai classici della cucina per rileggerli attraverso l’arte bianca. Tra queste c’è la Milanese di Pizza, una delle creazioni più curiose del locale e un esempio di come Ostu allarghi i confini della pizza senza perdere di vista la materia prima e il lavoro sull’impasto.