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Andrea Berton

Foto courtesy Andrea Berton

Accendi la conversazione a tavola: a tu per tu con lo chef Andrea Berton

Di origini friulane, ma milanese d’adozione, Andrea Berton è uno dei mitici “Marchesi boys”, i grandi chef di oggi che hanno iniziato la propria avventura in cucina negli anni Novanta, al fianco del maestro Gualtiero Marchesi. Per quattro anni, poi, ha lavorato con Alain Ducasse al Louis XV di Montecarlo, mentre nel 2005 ha iniziato la collaborazione col Ristorante Trussardi alla Scala, dove ha ottenuto la prima stella Michelin nel 2008 e nel 2009 la seconda. Nel dicembre 2013 ha inaugurato il Ristorante Berton, sempre a Milano, nell'avveniristico quartiere di Porta Nuova. Qui, nel locale stellato di cui è chef e patron, il brodo è diventato protagonista di un inedito menu degustazione e la sua cucina, con uno stile definito e impeccabile, si è affermata sempre più. Abbiamo incontrato lo chef nel suo ristorante per fargli qualche domanda e conoscerlo meglio. Ecco che cosa ha raccontato Andrea Berton a Fine Dining Lovers

Intervista allo chef Andrea Berton

I tre ingredienti che porterebbe su un’isola deserta. 
Riso, olio extravergine di oliva e Grana Padano. 

Qual è la storia che racconta più spesso?  
Quando lavoravo come chef con Gualtiero Marchesi, a fine servizio lui mi chiamava nel suo ufficio e mi raccontava tante storie molto interessanti, anche fuori dal mondo della cucina. Poi, verso le due di mattina, mi accorgevo dell’ora e gli ricordavo che io il giorno dopo dovevo andare alle otto in cucina. La risposta? “Ah, scusa Andrea, sì sì vai, ciao e buonanotte”. Questo è un ricordo che racconto ancora con piacere perché quelle chiacchierate erano molto belle: il signor Marchesi mi trasmetteva delle informazioni interessanti, parlava di arte e non solo. 

In quale momento della giornata si sente più vicino alla sua versione autentica? 
La mattina presto, perché rendo di più, sono più sveglio e fresco. 

Un momento che le ha cambiato la vita.  
La mia vita professionale è cambiata quando ho aperto questo ristorante. 

Qual è la cosa più assurda che ha mai fatto?  
Aprire questo ristorante.

Meglio piacere o avere ragione? 
Piacere. 

Qual è il suo guilty pleasure?  
Il pane arrostito con le alici: mi dà molta soddisfazione e ne mangerei a tonnellate. 

La fortuna si merita o capita? 
Capita. 

Quale paura è diventata il suo punto di forza? 
All’inizio della mia carriera, avevo paura di sbagliare. Poi, questo mi è servito per avere più disciplina e prestare più attenzione a quello che facevo: sono riuscito a trasformare la paura di sbagliare in disciplina e controllo, in modo da ridurre l'errore. 

Quale personaggio famoso le piacerebbe vedere seduto nel tuo ristorante? 
Leonardo da Vinci, a lui piaceva anche cucinare. Mi piacerebbe fargli vedere quello che si fa oggi, la trasformazione che c'è stata in questo ambito e la modernità dei nostri giorni. Sarebbe bello poter avere un confronto con lui e sentire le sue opinioni: secondo me ci darebbe molti stimoli e nuove idee.

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