Dal 20 al 26 aprile, la Milano Design Week torna a ridisegnare la città meneghina, trasformandola in un ecosistema diffuso di idee, sperimentazioni e linguaggi. Accanto al design, anche il cibo si è preso la scena, diventando materia progettuale, terreno di ricerca, esperienza estetica, ispirazione. Se il Salone del Mobile a Rho Fiera è il lato più istituzionale dell'evento, il Fuorisalone, con le sue colorate e originali installazioni diffuse nei cortili e nelle piazze cittadine, si conferma un grande e stimolante palcoscenico. Installazioni, pop-up e collaborazioni inedite hanno messo in dialogo cucina, arte e architettura, ridefinendo il modo in cui pensiamo e viviamo il cibo. A rafforzare questa traiettoria, la nascita del primo Food District in zona Porta Venezia, che ha riunito ristoratori e progetti sperimentali in un unico racconto urbano. Il tema dell’edizione 2026, “Essere Progetto”, trova così nel cibo e nella convivialità una delle sue interpretazioni più interessanti: non solo consumo, ma come processo di trasformazione, cultura, visione e ri-modellazione di elementi che sono sempre esistiti, oggi reinterpretati in chiave contemporanea. Ecco gli spunti più rilevanti in tema di food innovation raccolti in città durante la settimana del design.
Milano Design Week 2026: i progetti di food innovation
Edible Reveries
Qualcuno ha detto 3D? Edible Reveries è il progetto che vede la collaborazione tra lo Studio Yellowdot, fondato da Dilara Kan Hon e Bodin Hon, rispettivamente di Istanbul e Hong Kong, e Artisia by Barilla, la pasta a stampa 3D che si trasforma in originale e versatile finger food. Ed è proprio il connubio tra pasta e tecnologia tridimensionale ad aver ispirato la creatività del design duo, che ha realizzato una collezione concettuale di arredi stampati in 3D che evocano pezzi di pasta fuori scala: sedute dalle forme insolite e lampade-scultura, a forma di paccheri e altri formati iconici.
House of Polpa
Si chiama House of Polpa l’installazione immersiva realizzata nell’ambito della mostra Interni Materiae, presentata da Mutti ai chiostri dell’Università Ca’ Granda: l’opera, progettata secondo logiche zero waste, dimostra cosa è possibile realizzare con 20 mila lattine di polpa di pomodoro. Un progetto sostenibile e circolare che racconta la filiera dell’ortaggio, trasformandolo in elemento architettonico. Non solo la struttura, ma anche il pavimento in resina, realizzato con bucce di pomodoro essiccate e scarti di lavorazione, testimonia l’applicazione del food al design nel segno dell’economia circolare.
I suoni della materia
Sempre nell’ambito di Materiae, un esperimento innovativo ha visto protagonista una grande forma di Parmigiano Reggiano con l’installazione immersiva I suoni della materia. A cura di OTTO Studio (Paola Navone e Cristina Pettenuzzo), con il sound design di Studio Azzurro, il progetto ha permesso di scoprire il formaggio attraverso l’udito. Uno spazio composto da un “arcipelago” di isole, dove le materie prime dialogano con gli strumenti dei protagonisti della filiera (agricoltori, allevatori, casari, battitori), attivando una stratificazione sonora: dai suoni naturali agli arpeggi musicali. La presenza dei visitatori ha trasformato l’ambiente in un’orchestra collettiva, restituendo un’esperienza immersiva e partecipativa.
NonostanteMarras
Il design incontra il cibo, ma anche la moda. In occasione del Fuorisalone, lo spazio NonostanteMarras, firmato dallo stilista sardo Antonio Marras, ha ospitato il temporary restaurant del ristorante due stelle Michelin Famiglia Rana, guidato dallo chef Francesco Sodano. Qui, in una dimensione sospesa, con giardino segreto e bistrot immersivo, tra dettagli colorati e richiami alla Sardegna, Marras ha lanciato un’originale mise en place: una nuova collezione di ceramiche realizzate artigianalmente in Puglia, che vestono la tavola di colore e suggestioni mediterranee. Il tutto illuminato da scenografiche lampade a tema.
Casa - Amore, hai mangiato?
A proposito di mise en place e tableware, è pura arte istintiva quella che Giotto Calendoli ha presentato da Eataly Milano Smeraldo. Il nuovo progetto dell’artista multidisciplinare CASA - Amore, hai mangiato? permette di entrare nel cuore di una dimora italiana, dove tutto - la vita, i legami, le relazioni - ruota attorno alla tavola. Ecco allora i tovaglioli con la "parola segreta" ricamata, per varcare idealmente la soglia, e un’originale tovaglia che riporta le classiche frasi pronunciate dalle mamme, appena accomodati a tavola: da “Hai lavato le mani?” a “Stai seduto composto". Non mancano i piatti in ceramica, con messaggi che riportano al calore e al mood di casa: da “Amore, hai mangiato?” all’invito alla “Scarpetta”, per raccogliere il sugo con il pane. Anche gli Spaghetti di Eataly si vestono a tema, con un originale packaging.