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Giuria Spyca 2026-27

La giuria di S.Pellegrino Young Chef Academy Competition 2026-27

Come riconoscere il talento da un piatto? Te lo dice la giuria di S.Pellegrino Young Chef Academy 2026-27

Come riconoscere il talento di uno chef da un piatto: la parola alla giuria Spyca 2026-27

Quali dettagli di un piatto rivelano che c'è del talento in chi l'ha preparato? “Se riuscissi a definire il talento in una frase o con tre aggettivi, forse, non si potrebbe definire tale”, risponde Iannotti. “Non c’è un parametro per coglierlo, ma sicuramente l’identità è un aspetto importante. Inoltre, non bisogna mai essere banali, mettendo nel piatto mera tecnica, magari dimenticando che andrà servito: non deve essere solo bello da instagrammare, ma deve essere soprattutto riproducibile… e si chiama piatto perché dovrà essere mangiato”, aggiunge. 

“Dettagli come la pulizia del piatto e l’armonia dei sapori fanno la differenza: pochi elementi, tutti valorizzati, nel rispetto dell’ingrediente”, risponde Gatti. “L’equilibrio e l’uso di massimo tre ingredienti sono i dettagli che amo e apprezzo in un piatto. Poi, ci deve essere sempre sostanza, nel senso che la ricetta deve raccontare qualcosa, bisogna percepire l’identità di chi l’ha preparato”, aggiunge Gatti. “Anche per me l’equilibrio del piatto è l’aspetto fondamentale: senza questo elemento, una ricetta può piacere o non piacere. Poi, ovviamente, deve esserci l’identità dello chef, che dia l’impronta al piatto stesso”, commenta Galtarossa. “Ci sono anche altri elementi importanti nella valutazione di un piatto, come le temperature e le consistenze perfette. A volte, quando andiamo al ristorante, si crea un’aspettativa molto alta rispetto a quella che è la realtà, ma sono i piccoli dettagli che rendono l’esperienza unica e memorabile”, conclude Galtarossa. 

“Il primo elemento che valuto in un piatto? Se mentalmente mi riporta a qualcosa”, risponde Abou Zaki. “Non prendo in considerazione solo la parte tecnica, che rappresenta la base di chi ha un talento, ma la capacità di portarti con un boccone a sentire qualcosa che riconosci o che ti stupisce completamente. Ovviamente il piatto non deve cadere nella monotonia, ma avere un gusto concentrato ed essenziale. Mi piace la cucina pulita, figlia del labor limae, come dicevano i latini: il piatto perfetto è tutto ‘limato’, definito al dettaglio, al punto da ricreare quasi la perfezione… anche se la perfezione non esiste", continua Abou Zaki. “Ritengo che sia più importante essere riconoscibili che perfetti, perché è anche grazie agli errori che si costruisce la propria voce”, conclude lo chef. Per quali dettagli riconoscere un talento da un piatto, dunque? La prossima volta che vi troverete davanti alla creazione di un giovane chef, chiedetevi se vi trasmette una forte identità e se vi emoziona davvero. Non sbaglierete mai. 

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