Secondo il calendario lunisolare, il 17 febbraio entreremo nell’Anno del Cavallo di Fuoco, settimo segno dello zodiaco cinese. I festeggiamenti proseguiranno fino al 3 marzo, quando la tradizionale Festa delle Lanterne segnerà simbolicamente la fine del periodo di festa, celebrando la speranza, la luce e il rinnovamento.
Emblema di energia, passione, libertà e movimento, il Cavallo di Fuoco sembra rappresentare al meglio il 2026, un anno iniziato con i giochi olimpici invernali, di cui ne riflette appieno i valori. La città di Milano, in fermento per il grande evento sportivo, è il posto giusto per celebrare il Capodanno cinese, che cade in concomitanza. Che ne dite di fare un giro tra gli indirizzi orientali più autentici della città, magari per festeggiare il nuovo anno?
Ecco i nostri indirizzi preferiti, dove scoprire la Cina più autentica (e la sua cucina) a Milano.
Ravioleria Sarpi
Un viaggio alla scoperta della Cina e delle sue tradizioni culinarie a Milano non può non iniziare da via Paolo Sarpi, la Chinatown meneghina, meta perfetta per provare lo street food orientale. A partire dai mitici fagottini di pasta fresca preparati dalla Ravioleria Sarpi, un indirizzo di culto, al civico 27, dove è possibile vedere la preparazione al momento dei ravioli. Pronti nel giro di pochi minuti, si possono prendere e gustare on the go, ma si possono anche acquistare freschi per cucinarli a casa. Tutto viene rigorosamente fatto con farine bio e carni certificate: si va dai ravioli con carne di maiale e zenzero ai vegetariani. Non mancano i Baozi, panini cinesi cotti al vapore ripieni di carne, e l’omelette cinese, sempre fatta al momento. In città la Ravioleria Sarpi ha aperto un secondo punto vendita, in via Marghera 35.
Mo Sarpi
A proposito di cibo di strada, nella Chinatown milanese si fa tappa anche al Mo Sarpi, indirizzo vocato allo street food, che dopo via Paolo Sarpi ha raddoppiato con una seconda location sul Naviglio Grande. Qui si la tradizione cinese incontra gli ingredienti bio italiani. Da provare? Involtini freschi di farina integrale, ripieni di gambero, cavolo rosso, insalata e menta, le tagliatelle fatte a mano, che riportano al nord della Cina, e il Mo, pane al forno farcito con carne di maiale. Tutto da prendere e portare via, da mangiare a passeggio!
Il gusto della nebbia
Forse uno degli indirizzi più quotati e amati dagli appassionati di cucina orientale. Il gusto della nebbia è la felice creatura di Lampo Wu. E’ originario di ChongQing, la città che pare essere avvolta dalla nebbia almeno cento giorni all’anno… ed ecco spiegato il nome dell’insegna! Qui si sta proprio bene, si viene per assaggiare i brodi, ma anche l’imperdibile uovo centenario con salsa verde o la trippa lessata con salsa di sesamo. E ancora: noodles, pollo, bao, tofu, maiale, manzo… Una volta che vi farete avvolgere dalla nebbia… non tornerete più indietro!
Dalle 8
Tra le proposte più originali c’è quella di Dalle 8, un brunch bar dedicato alla colazione cinese, aperto sempre da Lampo Wu in tempi più recenti, nel 2024. Si tratta di un indirizzo pensato proprio per far vivere l’esperienza autentica orientale. Ecco allora la spremuta di soia fresca, preparata secondo tradizione e declinata in tanti modi (classica, matcha, fagioli azuki, caffè…), ma anche l’immancabile pasta fritta da inzuppare: il rituale del risveglio cinese è servito, tra proposte salate e dolci. Da provare anche i baozi, il riso appiccicoso e il budino di tofu.
Bon Wei
Dal 2010, il ristorante Bon Wei rappresenta uno dei più felici esempi di cucina cinese a Milano. Fondato da Yike Weng e Chiara Wang Pei con lo chef Zhang Guoqing, oggi è diretto da Zhang Le. Un indirizzo da non perdere per scoprire tutti i colori della cucina cinese e le sue varianti territoriali. Il Bon Wei, infatti, è stato tra i primi ristoranti in Italia a portare in tavola le ricette della cucina regionale cinese, con un format capace di coniugare l’alta cucina con la tradizionale, in uno spazio progettato dall’architetto Carlo Samarati, elegante e raffinato, lontano da cliché folkloristici, dove assaporare un’anatra alla pechinese da urlo. Un luogo ancorato alla cultura gastronomica orientale, che segue i canoni contemporanei. Qui, il 17 febbraio 2026, si festeggerà con un menu celebrativo di 10 portate firmato dallo chef Zhang Guoqing, in abbinamento agli champagne decorati a mano dall’artista Teo KayKay e ai vini selezionati da Distribuendo Wines (i piatti resteranno in carta per 14 giorni, fino alla Festa delle Lanterne).