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Cesare Battisti e Stanley Tucci

La rivoluzione gentile di Stanley Tucci passa dal Ratanà

Stanley Tucci e il Ratanà: amore a primo assaggio 

Ma come nasce questa passione di Tucci per il Ratanà? “Lui è molto affezionato a noi, forse per la cucina sincera: non abbiamo sovrastrutture. L’ho incontrato la prima volta sei  anni fa, quando ha girato qui la docuserie Searching for Italy. Alla fine delle riprese, gli ho chiesto perché avesse scelto proprio noi. La risposta? ‘Mi piace questo posto, sono venuto a mangiare al bancone e mi sono trovato molto bene’. La prima volta, dunque, non si è nemmeno presentato e nessuno lo ha riconosciuto… pazzesco!”, commenta Battisti. 

Il ritorno, poi, lo scorso settembre, durante le riprese de Il diavolo veste Prada 2, quando l'attore ha fatto di nuovo incursione nella cucina dello chef, annoverando il Ratanà tra i migliori ristoranti del mondo sui suoi canali social. E come dargli torto? La casa gastronomica di Cesare Battisti esprime la quintessenza della milanesità, con una sensibilità moderna: resiste alle mode, riuscendo a restare al passo con i tempi, tra nuove iniziative (vedi la collab. con Santeria per la creazione di un menu newyorkese con panino al pastrami) e ottime intuizioni. Ultima, la decisione di aprire il Ratanà tutti i giorni con la formula dell’all day dining, che ha avuto un buon riscontro. 

La città è cambiata e non ce ne siamo resi conto: non avrei mai immaginato che l’80% delle persone che arrivano per mangiare fuori orario fossero italiane”, commenta lo chef, che è particolarmente amato sui social. Come si spiega questo successo? “Io non ho FaceBook e in realtà sono poco social nella vita quotidiana: faccio tutto in maniera disinteressata. Nel nostro ambito ci sono due modi di raccontarsi: o sei sincero e fai quello che devi fare, oppure fai il fenomeno alla Marchese del Grillo. Io ho un approccio molto personale, odio vedere gli influencer con milioni di followers che sessualizzano il cibo, magari indossando un grembiule a torso nudo”, commenta lo chef.

E anche questa è una rivoluzione gentile: facile capire il motivo per cui Tucci ha scelto di portare a festeggiare proprio qui le campionesse di hockey sul ghiaccio americane. “Il Ratanà è un baluardo di sincerità, fattore che paga sempre nei rapporti umani: uno dei valori su cui si fonda il ristorante è la cura per quello che fa, nel senso di accudire”, conclude lo chef. “Cura e sincerità ci identificano: con questi valori nello zaino giri in tutto il mondo”. E arrivi anche negli Stati Uniti.

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