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La Gioia San Marco

La Gioia San Marco

La Gioia San Marco, tutta l’Italia nel cuore di Milano

Si parla spesso di tradizione. Come viene interpretato questo concetto nei piatti de La Gioia San Marco?

«Per noi la tradizione non significa limitarsi a riproporre ricette storiche, ma rispettarne il metodo. Vuol dire dedicare il tempo necessario a ogni preparazione, come si faceva una volta, quando tutto veniva realizzato in cucina. Dalla pasta fresca ai fondi, dai sughi alle salse, ogni elemento viene preparato quotidianamente partendo da materie prime selezionate.

La vera sfida è riuscire a mantenere questo livello di attenzione ogni giorno. Per farlo possiamo contare su una brigata di oltre venti persone che ci permette di produrre tutto internamente e garantire continuità durante ogni servizio.»

Come si traduce l'ospitalità italiana attraverso il cibo?

«L'ospitalità inizia dalla scelta degli ingredienti. L'Italia offre una biodiversità straordinaria, ma la qualità dipende sempre dalle persone che selezionano i prodotti. Dietro un pomodoro, un olio extravergine o un Parmigiano possono esserci differenze enormi.

Per noi accogliere un ospite significa portare in tavola il meglio che possiamo trovare. Un piatto deve trasmettere il piacere della condivisione e far sentire chi lo riceve a proprio agio. L'eleganza, in questo senso, non coincide con la formalità, ma con l'attenzione che si dedica a ogni dettaglio.»

La pasta fresca è uno dei simboli del ristorante. Quanti formati preparate ogni giorno?

«Ogni giorno realizziamo internamente bigoli, tagliatelle, tagliolini, ravioli, gnocchi e le sfoglie per le lasagne. Non è soltanto una scelta legata alla tradizione: ogni formato nasce per accompagnare un determinato condimento e viene studiato nelle proporzioni, nello spessore e nella consistenza.

Preparare la pasta quotidianamente ci permette di controllare ogni fase del lavoro, dalla scelta delle farine fino alla cottura. È un impegno importante, ma crediamo che sia uno degli aspetti che fanno davvero la differenza nel risultato finale.» 

Il tiramisù è diventato uno dei vostri piatti simbolo. Qual è il suo segreto?

«Crediamo che il suo punto di forza sia la riconoscibilità. Parte dalla ricetta classica e cerca soprattutto equilibrio, senza aggiungere elementi che ne cambino la natura. Lo chef ha inserito il proprio tocco personale, ma l'obiettivo resta quello di valorizzare un dolce che tutti conoscono.

Per chi desidera una versione ancora più golosa viene servito con una colata di cioccolato fuso alla nocciola preparata al momento. Negli anni è diventato uno dei piatti che più rappresentano La Gioia: molti clienti tornano appositamente per ordinarlo e spesso scelgono di portarne a casa una porzione. È probabilmente il segnale più concreto che un classico, quando viene eseguito con costanza, continua a lasciare il segno.» 

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