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Giovedì gnocchi: perché si dice così?

Di FDL il

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Giovedì gnocchi: perché si dice così?
Foto Nils Schirmer / Unsplash

Da dove nasce il modo di dire: "Giovedì gnocchi"?

Vi sarà capitato di interrogarti sulle origini di questo modo di dire. Per sciogliere ogni dubbio, dobbiamo fare una premessa importante: il detto per intero da cui deriva questa espressione è "Giovedì gnocchi, venerdì pesce e sabato trippa" e ha chiare origini laziali, più precisamente romane. 

L'espressione risale all'immediato dopoguerra, negli anni in cui per riempire i piatti di tutta la famiglia serviva un certo ingegno e la settimana gastronomica degli italiani veniva scandita da qualche piccola quanto preziosa regola che aiutava a ottimizzare le scarse risorse. 

Gli gnocchi del giovedì, preparati con patate, farina e uova (se disponibili) e conditi con sugo di pomodoro fatto in casa, erano il piatto sostanzioso e calorico necessario per affrontare il ben più scarso menu del venerdì.

Per seguire i precetti religiosi, infatti, il venerdì era il giorno del digiuno di carne in cui si poteva mangiare solo pesce e legumi come baccalà con i ceci. Una pietanza che in alcune trattorie tradizionali si trova ancora disponibile proprio al quinto giorno della settimana, così come alcuni ristoratori si premurano di avere gli gnocchi esclusivamente al giovedì.



Arriviamo al giorno della trippa. Il sabato era il giorno in cui i macellai si dedicavano alla macellazione di manzi e vitelli per accontentare chi poteva permettersi un ricco pranzo della domenica. Ai contadini non restavano che i tagli meno pregiati come le frattaglie dello stomaco e la trippa.

Da piatto povero, la trippa è diventata negli ultimi anni una delle pietanze della tradizione gastronomica italiana da riscoprire e valorizzare.

Provate a farla anche voi, seguendo la ricetta della trippa in bianco senza pomodoro

Oppure, che sia giovedì o meno, provate a fare gli gnocchi come un vero chef

 

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