Ombra de vin, la (misteriosa) origine del detto veneto

Ombra de vin, la (misteriosa) origine del detto veneto
09 Giugno, 2020

Foto iStock

Tra le spiegazioni "storiche" più improbabili la presenza costante, nelle osterie, di pittori, uno di questi avrebbe ricalcato sul tavolino del bar l'ombra fatta dal bicchiere pieno di vino. Debole anche attribuire l'origine di questo modo di dire all'epoca in cui bere vino era considerato volgare, quindi si usava un'espressione in codice. C'è anche chi crede che l'ombra farebbe riferimento al potere del vino di offuscare la vista.

Molto diffusa anche la teoria che ci porta verso la seconda metà dell'Ottocento quando accanto ai vini veneti, soprattutto bianchi, cominciarono ad arrivare i rossi della Puglia dove la fillossera, un afide che divorava le radici delle viti proveniente dall'America, non aveva attecchito. I vini rossi, versati nel bicchiere, facevano ombra sul tavolo. Così si cominciò a dire "Mi dia un'ombra."

Tutte queste ipotesi vanno scartate. Ombra de vin ha più probabilmente a che fare con la ricerca dell'ombra necessaria a godersi per bene un bicchiere di vino fresco. Non ci sono prove che le mescite di vino all'aperto si spostassero seguendo l'ombra dei campanili per tenere il vino al fresco e tantomento che a spostarsi fossero i tavolini degli avventori. Ma allora, da dove viene questo modo di dire?

Le osterie venete che mescevano il vino all'aperto si sistemavano sì all'ombra dei campanili e lì i clienti cercavano la frescura nella pausa dal lavoro. Così "andiamo a bere qualcosa" veniva sostiuito da "andiamo a prendere un po' di ombra" e da lì a "dàme 'n' ombra" è un attimo, meglio se con qualche stuzzichino da mangiare.

Baccala Mantecato

La cosa migliore da accompagnare all'ombra di vino? I crostini di baccalà mantecato alla provenzale, il classico cicchetto da gustare in un tradizionale bacaro veneziano (dove bacaro viene da Bacco, il Dio del vino) dove si mangia giusto qualche bocconcino, ma è il vino quello che conta anche se in piccole dosi.

Un'altra spiegazione molto attendibile vuole infatti che l'ombra faccia riferimento al quantitativo ridotto di vino.

Dimenticate i calici che oggi si usano per degustare un buon bicchiere di vino, un tempo i bicchieri erano da un ottavo o da un decimo di litro, quindi l'ombra sta per un po' come nelle ricette si trova un'ombra di burro. E se quell'ombra fosse comunque troppa? Si può chiedere un'ombretta (non un'ombrina eh).

Fa un po' ridere se si pensa alla proverbiale passione dei veneti per il buon bere, ma ci atteniamo a quello che la scienza ci spiega. Un po' come ci atteniamo con reverenza alla ricettazione di un altro classico dei cicchetti veneti.

Sarde in saor

Le sarde in saor, da accompagnare con la polenta bianca, mi raccomando!

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