Il 72% dei ristoratori italiani crede nella ripresa, anche se lenta: tutti i risultati del nostro sondaggio

27 Maggio, 2020

Foto: iStock / Finedininglovers Artwork

Il lockdown

Quando si affronta il tema delle chiusure e del lockdown, il 35% degli italiani intervistati concorda che siano state misure necessarie per contrastare la diffusione del virus. Durante questa fase, che in Italia a seconda delle Regioni ha visto ristoranti autorizzati alla consegna a domicilio oppure al contrario del tutto fermi come accaduto in Campania, il 52% dei professionisti italiani ha approfittato del tempo libero per riposare e stare in famiglia, mentre il 49% ha vissuto il lockdown con l’ansia e la costante premura di tornare presto al lavoro. Concentrato sul futuro anche il 41% che ha dichiarato di aver utilizzato il tempo a sua disposizione per fare ricerche e sviluppare nuove ricette e idee.

Alto il numero di quanti hanno rinnovato attrezzature e mobili dei propri locali, ovvero il 42,8% degli intervistati, mentre solo il 35,2% ha organizzato un servizio di delivery.

 

I ristoranti sopravvivranno?

I ristoratori italiani sono realistici, ma anche molto determinati. Infatti se l’86% è convinto che un certo numero di ristoranti non riusciranno a riaprire, il 72% crede che la ripresa ci sarà, ma sarà lenta e porterà a modelli di ristorazione diversi da quelli attuali dove saranno proprio gli chef ad avere un ruolo centrale per reinventare il settore (59%) e ancor di più nel coinvolgere la clientela (63%).

Quello di cui ci sarà bisogno, secondo il 62,8% dei partecipanti, sono nuovi modelli di business, migliori indennità di disoccupazione per il 50% e chef con una maggiore preparazione imprenditoriale per il 31.6%.

Per farcela saranno necessari pacchetti di aiuti dalle Istituzioni, per il 51% degli intervistati, ma anche nuove strategie per attirare i commensali (26,6%)
 

Cosa abbiamo imparato?

La fase del lockdown ha colpito duramente i professionisti della ristorazione anche dal punto di vista emotivo lasciando a molti l’ansia e l’incertezza del futuro. Sono poche le illusioni di tornare facilmente alla normalità, ma è anche molto forte la convinzione di avere un ruolo fondamentale per iniziare il cambiamento e spingere il settore in una nuova direzione. Professionalità e competenza sosterranno chef, ristoratori e tutti gli impiegati nel settore, per le sfide che li attendono.

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