Pasqua 2020, 9 vini perfetti da abbinare alla colomba

Pasqua 2020, 9 vini perfetti da abbinare alla colomba
09 Aprile, 2020

© StockFood / Marquand, Michael

Veuve Clicquot Demi-Sec 

veuve

E’ una delle Cuvée più storiche della Maison e rende omaggio al XIX secolo quando il gusto prevalente era decisamente orientato verso gli Champagne più dolci. Ecco perché dà il meglio di sé con la Colomba classica, alle albicocche e con i dolci alla mela in generale. Come tutti gli assemblaggi di Veuve Clicquot, il Demi-Sec si basa su una predominanza di Pinot Noir, che dona allo Champagne la sua fondamentale struttura. La ricerca di aromi fruttati molto distinti nell’assemblaggio comporta un livello di Pinot Meunier più elevato di quello presente – ad esempio - nello Yellow Label. Lo Chardonnay completa l’assemblaggio, arricchendolo della sua speciale freschezza e setosità. La Cuvée è il risultato dell'assemblaggio di non meno di 50 Crus differenti: 40 - 45% di Pinot Noir, 30 - 35% di Pinot Meunier, 20 - 25% di Chardonnay, 20 - 30% dei vini di riserva.Il maggiore volume di dosaggio (45 g/l, deciso in fase di sboccatura) si traduce in un equilibrio aromatico di nota più dolce, conservando nel contempo la freschezza del vino.  Il colore è giallo paglierino, con intensi riflessi dorati. Al naso, si rivela ricco di aromi di frutti tropicali e canditi, con accenni di pane tostato e di brioche. In bocca, rivela una grande intensità aromatica con aromi di frutti maturi. Non esitate a servire il Demi-Sec da una caraffa precedentemente refrigerata, come si faceva ai tempi di Madame Clicquot. In questo modo il vino potrà rivelare la rotondità del suo aroma e lo splendore dei suoi riflessi dorati. Oltre che con la colomba è ottimo con la crostata alle pere, gratin di agrumi, charlotte di albicocche. Ma anche le uova alla neve (île flottante), le crêpes Suzette, la crème brûlée, il semifreddo al torroncino, Paris-Brest, Tarte Tatin o pere caramellate.

Berlucchi Cuvée Imperiale Franciacorta Demi-sec

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Il Demi-sec Berlucchi è un Franciacorta elegante, dal sapore amabilmente abboccato, rotondo e armonico, completato da una buona acidità che rende piacevolmente fresco il sorso, richiamandone subito un secondo. Sapiente blend di Chardonnay e Pinot Nero, affina in bottiglia per almeno 18 mesi, andando ad arricchire il piacevolissimo profumo di note di pasticceria accompagnate da fiori d’acacia e tiglio. La sua dolcezza delicata lo rende perfetto in abbinamento a dolci a pasta lievitata, come la colomba sia classica che “pandorata”, con impasto in purezza e semplice glassatura alle mandorle.

Franciacorta Rosé Demi Sec La Montina

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Il Franciacorta Rosé Demi Sec La Montina è un vino particolarmente adatto all'abbinamento con i dolci, grazie ad un residuo zuccherino più elevato rispetto alle altre tipologie di Franciacorta (circa 34g/L). All’assaggio è morbido, pieno, grazie alla struttura donata dal Pinot Nero. Al naso è avvolgente il profumo dei frutti rossi, perfettamente in armonia con i sentori di lievito e pan brioche tipici del Franciacorta. Ottimo anche a fine pasto con la frutta fresca.

Moscato Velenosi

velenosi

Con la colomba classica vi consigliamo anche il Velenosimoscato in purezza, la cui prima vendemmia imbottigliata è del 2016. Si tratta di uno spumante delicato, ottenuto direttamente dalla fermentazione del mosto in autoclavi di acciaio inox di piccole dimensioni, a temperatura controllata, per un processo che dura circa 30 giorni. Il colore è giallo scarico e limpido, dalla spuma abbondante ed evanescente, con perlage a grana fine e persistente.  Al naso il bouquet sia rivela fruttato, aromatico e inconfondibile tipico del Moscato, al palato è netto, di grande morbidezza e giustamente equilibrato. Adatto non solo alla colomba, ma a tutti i lievitati dolci.

Castello di Ama “VinSanto” 2014 

ama

Un vino prodotto dalla selezione della miglior Malvasia Bianca e Trebbiano provenienti dal vigneto La Casuccia, questa chicca di Castello di Ama ha una produzione totale di meno di 2.500 mezze bordolesi all’anno. La produzione utilizzabile per ottenere questo vino non è mai superiore a 1-2 grappoli per pianta. Le uve restano ad appassire finché non hanno raggiunto una concentrazione zuccherina di oltre 350 g/L, dopodiché vengono pressate ed il mosto è posto a fermentare ed affinare in barriques francesi per un periodo medio di circa 5 anni. Questo Vin Santo è estremamente elegante e raffinato, con buona verve acida e un moderato contenuta zuccherino. Le sensazioni “burrose” della colomba si accompagnano bene a questo vino.

Torcolato cantina Maculan

torcolato

Un vino prodotto da uve 100% vespaiola raccolte dal vigneto che si trova nelle colline vulcaniche e tufacee breganzesi. La preparazione prevede l'appassimento in fruttaio per quattro mesi dell’uva. L'affinamento avviene un anno in barrique di rovere francese per 1/3 nuove e per 2/3 di secondo passaggio. Il residuo zuccherino è di circa 150 g/l. 
Alla vista il Torcolato della cantina Maculan si presenta  giallo brillante dorato, il bouquet è intenso con note di miele, fiori, vaniglia e legni nobili. In bocca è dolce e pieno, con un buon corpo e un eccellente equilibrio tra acidità e zuccheri.E’ ottimo con una colomba classica alle mandorle.

 Moscato dello Zuccodi Cusumano

zucca

Nettare di Sicilia. Un vino prodotto da uve Moscato Bianco 100%, raccolte in vigneti allevati ad esposizione sud, solo a maturazione avanzata. L’appassimento avviene in cantina fino alla riduzione del 50% del peso iniziale; dopo una pressatura molto dolce e una decantazione statica di 12 ore, il mosto prosegue la fermentazione in caratelli di rovere in cui permane fino all’imbottigliamento. Il Moscato dello Zucco nasce a Tenuta San Carlo (a Partinico, PA), quella che Cusumano chiama "casa". È qui che si trova la cantina di vinificazione, la sede dell'azienda, con il baglio ottocentesco, la torre che dà il nome alla contrada, e il giardino storico. Nel vigneto adiacente la cantina nasce il Moscato dello Zucco, la cui storia risale alla metà dell’Ottocento, quando Henri d’Orléans, duca d’Aumale, lo produceva tra Partinico e Terrasini. Già all’epoca era considerato uno dei migliori Moscati d’Italia e conobbe una grande diffusione in Europa. Col tempo questo vitigno parente del Moscato d’Alessandria venne dimenticato, come accade talvolta ad alcune varietà. Grazie alla collaborazione scientifica dell’Irvos, i fratelli Alberto e Diego Cusumano sono riusciti a recuperarne alcuni cloni che risalgono a quell’epoca. Così oggi qui come nell’Ottocento nasce il Moscato dello Zucco. Di questo vino vengono prodotte solo pochissime bottiglie numerate, confezionate in un elegante astuccio bianco.

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Bottiglie di Buttafuoco

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